| 10 Comandamenti - Campagna d'informazione |
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1. NON AVRAI ALTRO DIO AL DI FUORI DI ME Materialismo e individualismo sempre più caratterizzano la società attuale, con la conseguente perdita di attenzione per i più deboli, oramai intesi come pesante zavorra da scaricare nel mare del liberismo ed ostacolo ai profitti di pochi. L’Europa nel corso dei secoli ha sempre promosso i valori della giustizia sociale al fine di ottenere uno sviluppo economico equo e solidale teso al raggiungimento del bene comune, rifiutando l’egoismo e la logica del solo profitto che amplia sempre di più il divario tra poveri e ricchi. In tempi di capitalismo selvaggio e di deregolamentazione dei mercati, gli unici obbiettivi a cui sembra necessario tendere sono l’accumulo di ricchezza e il soddisfacimento dei bisogni materiali. Il consumismo, l’ossessiva ricerca al benessere effimero e caduco, svuota le anime dai corpi e sradica le certezze del futuro. Sempre più ci si convince che la pienezza del senso della vita lo si raggiunga attraverso un maggior accumulo di denaro che a sua volta può sconfinare in un diabolico circuito vizioso: l'ebbrezza dell'acquisto non necessario, per molte persone, rappresenta la meta da raggiungere facendo ricorso a prestiti bancari o all'usura, aderendo pertanto ad una ipocrita mentalità che si è quello che si ha. Contro il materialismo imperante è necessario costruire un futuro libero dalla logica del profitto, libero dai folli tassi di interesse delle banche, che impediscono ai giovani di formare famiglie e costringono gli anziani all’indigenza.
2. NON NOMINARE IL NOME DI DIO INVANO Messaggio di Bin Laden, 7 ottobre 2001 "Io ringrazio Allah perchè sono stati distrutti i simboli dell'America e la paura si è diffusa fra tutti gli americani ... Quando Allah aiuta un gruppo di musulmani a distruggere la terra d'America, possa Allah ricompensarli con il Paradiso ..." Dichiarazione del Presidente degli Stati Uniti, George W Bush, 7 ottobre 2005 "Quello che mi spinge è la missione affidatami da Dio. Dio mi ha detto: George, vai a combattere quei terroristi in Afghanistan. E io l'ho fatto. E poi Dio mi ha detto: George, metti fine alla tirannia in Iraq... E io l'ho fatto. E ora, di nuovo, sento che le parole di Dio arrivano fino a me "Fai in modo che i palestinesi ottengano il loro stato e che gli israeliani abbiano la loro sicurezza e porta la pace in Medio Oriente. E per mezzo di Dio, io lo farò"». Schiacciata ad occidente dal fanatismo neocon americano e pressata ad oriente dal fondamentalismo di matrice islamica, l’Europa ha il dovere storico di rispondere a queste derive totalitarie, animate entrambe da pericolosissimi misticismi contorti, con l'arma che da sempre la eleva al di sopra della barbarie: la ragione. La civiltà europea è testimonianza nei secoli dell’autonomia tra la sfera politica e quella religiosa. Questa fondamentale distinzione è retaggio della tradizione indoeuropea che aveva ordinato la società in tre classi, oratores, bellatores e productores, c'era dunque chi pregava, chi combatteva e chi lavorava. E' da ribadire infatti come tale chiarezza funzionale abbia permesso alla nostra civiltà di conservarsi per più di tremila anni e di ergersi a portatrice di valori che ancora oggi, dinanzi ad un mondo sempre più caotico, gridano la loro attualità. La conquista, tutta europea, della laicità dello Stato è intesa dunque, come autonomia della sfera civile e politica da quella religiosa ed ecclesiastica - ma non da quella morale- e rappresenta un valore acquisito da riproporre contro ogni fondamentalismo anche di natura laicista.
L'oppio è diventato la religione dei popoli, dando vita a forme di schiavitù ben più drammatiche di quelle denunciate da Marx a metà '800. L'eccesso di libertinismo, confuso e sbandierato come un raggiunto traguardo e avamposto di libertà, ha condotto paradossalmente gli uomini all'isolamento e all'individualismo. Il ricorso agli stupefacenti altro non è che un modo per evadere da una realtà umana e spiacevole. Droga, farmaci e alcool si diffondono drammaticamente tra i giovani e non solo. Vere e proprie ritualità, quasi formule liturgiche si celebrano nei fine settimana anche per dimenticare l'alienazione quotidiana prodotta dal lavoro. Spaventoso è l'incremento e la diffusione dell'uso della cocaina, fino a poco tempo fa semplice droga per ricchi,al momento invece considerata come una droga "per bene, quasi borghese", tanto richiesta per le sue caratteristiche "energizzanti", che sembrano ben rispondere a quanto l'attuale esigente società sembra richiedere. Tutto ciò, è allo stesso tempo, chiaro frutto e diretta causa di un grande vuoto etico e di una crescente disgregazione sociale. Nessuna apertura dunque a qualsiasi tentativo di liberalizzazione degli stupefacenti o ad una loro assunzione controllata. Un altro rito pseudo civile consolidato è l’apertura dei negozi di abbigliamento nel giorno del riposo che da duemila anni in Italia ed in Europa è la Domenica, costringendo molti lavoratori a turni massacranti a discapito dello svago, degli affetti più cari e della santificazione delle feste.
Lavora, produci, consuma. A ritmo martellante, a passo serrato, si è imposto questo imperativo trinomio nella società, a cui fa seguito una mancanza sempre maggiore di spazio, considerazione e attenzione per gli anziani, considerati uno esoso impegno di tempo e una infruttuosa e costosa perdita di denaro. Gli anziani infatti non rispondono più alla incalzante marcia imposta dal liberismo e ai dettami del capitalismo. È l'attuale società dunque che li considera e li fa considerare un peso, irriconoscente dell'importanza e del ruolo da essi rivestito in quanto allora lavoratori o genitori. La figura dell’anziano, la nostra prospettiva in divenire, ha sempre ricoperto un’importanza centrale nella cultura dell’occidente. Ha sempre svolto la missione di un testimone dei tempi e di ispiratore di saggezza e di consigli. Oggi nella società post-moderna, disordinata ed egoista, gli anziani vengono relegati ai margini della comunità ed emarginati dentro alienanti strutture para-ospedaliere. I governanti di oggi, di certo, non aiutano le condizioni dei nostri nonni, i quali bisognosi di sussidi economici e di assistenza vengono, invece, soverchiati da una realtà fatta di pensioni sociali del tutto inadeguate e di strutture insufficienti. In Italia le persone sopra i 65 anni sono il 25% della popolazione totale, e le strutture ed i mezzi economici per far fronte alle loro esigenze sono decisamente insufficienti. Elemosine e assenza di progetti non garantiscono un futuro, ma offrono una prospettiva priva di speranze. I giovani precari di oggi saranno gli anziani di domani, privi di pensione e senza futuro. Il padre e la madre indicano il passato, il legame tra una generazione e l'altra, la condizione che rende possibile l'esistenza stessa di un popolo.
Il XX secolo è a ragione considerato come uno dei più violenti nella storia dell’umanità. E' da considerare però che in questa affermazione non viene contemplata la più immane ed aberranti delle stragi: l’aborto; quella che da sola totalizza un numero di vittime enormemente superiore alla somma delle altre. E non perché nessuno sia a conoscenza di tale "fatto": anzi, tutti lo conoscono, è una soppressione di vite umane addirittura autorizzata e finanziata dagli stati, ma totalmente e sistematicamente rimossa da tutta la società contemporanea. Nel XX secolo la guerra dell'aborto ha fatto un miliardo di vittime. Si è dunque davanti ad una tragedia umanitaria, storica, morale, sociale di cui si ha difficoltà anche a rendersene conto. L’abortismo come teoria, come ideologia, sembra essere un fatto circoscritto alla civiltà occidentale moderna, che nel XX secolo ne ha fatto addirittura un "diritto", rivendicato politicamente, giustificato filosoficamente e codificato nelle leggi. Come in una sorta di contrappasso, quella generazione che credeva di essersi liberata dalle vecchie ideologie, senza accorgersene, si è trovata immersa in una nuova, ancor più mortifera. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (dati del 1997) ogni anno sarebbero praticati 53 milioni di aborti nel mondo, ovvero ogni dodici mesi si ha un numero di vittime innocenti pari a quelle provocate dall’intera Seconda guerra mondiale. Da tempo, l'attacco alla vita si muove su più fronti: marcia diviso per colpire unito. La sperimentazione sugli embrioni, la clonazione ed infine l'eutanasia, proposti come un mirabile traguardo scientifico o come strumenti per mantenere la dignità dell'uomo su certi standard; in realtà sono solo frutto di una perversa e irrispettosa idea della vita, animata da un depravato edonismo e venduta a tutti sotto la falsa bandiera di un buonismo pietistico. Italia 1978-2008: 30 anni di aborto in Italia "Per questo è necessario aiutare tutte le persone a prendere coscienza del male intrinseco del crimine dell'aborto che, attentando contro la vita umana al suo inizio, è anche un'aggressione contro la società stessa." (Papa Benedetto XVI) "Mi sembra chiaro come la luce del giorno che l'aborto è un crimine." (Mahatma Gandhi) "...Perché se una madre può uccidere il suo proprio figlio, non c'è più niente che impedisce a me di uccidere te, e a te di uccidere me" (Beata Madre Teresa di Calcutta). 6. NON COMMETTERE ATTI IMPURI Tutto è lecito, tutto è permesso. Sembrano essere questi, oggi, i comandamenti imperanti. Soggetti solo a noi stessi, ed arbitri assoluti della nostra vita, si ritiene erroneamente che ogni scelta operata nella nostra esistenza sia esente da censure o da recriminazioni. La misura è colma e non possono esistere giustificazioni per il degrado raggiunto da soggetti pubblici o meno, che con comportamenti indegni e squalificanti danneggiano tutta la collettività di cui sono membri. La libertà fa dell'uomo un soggetto morale, e ogni atto umano scelto liberamente è moralmente qualificabile. San Tommaso, affermando “bonum est faciendum, malum est vitandum», sintetizza come vi siano atti che, per se stessi e in se stessi, sono sempre gravemente illeciti. E’ dinanzi agli occhi di tutti, il degrado ambientale e naturale, frutto di questa avversione dei governanti attuali per l’ordine creato, alterando quella parentela dell’uomo con l’ambiente, che lo faceva rispettoso verso ogni realtà del mondo circostante. Alcune grandi città sono diventate, oramai, discariche a cielo aperto dove i bambini sono costretti a giocare tra i rifiuti. Solitamente, chi non rispetta la natura e l’ambiente non rispetta la vita e la purezza. Quindi il degrado spirituale e materiale si riflette nella mancanza di valori, nella corruzione morale e nel disprezzo dell’ordine creato. 7. NON RUBARE Tra le deformazioni del sistema, la corruzione politica è una delle più gravi, perché tradisce al tempo stesso i principi della morale e le norme della giustizia sociale; compromette il corretto funzionamento dello Stato, influendo negativamente sul rapporto tra governanti e governati causando una progressiva disaffezione dei cittadini nei confronti della politica e dei suoi rappresentanti. Aerei di Stato che volano 37 ore al giorno, pronti al decollo per portare Sua Eccellenza anche a una festa a Parigi o al Gran premio di Monza, tutto per la modica cifra di l79.452 euro al giorno. Finanziamenti pubblici quadruplicati rispetto a quando furono aboliti dal referendum. "Rimborsi" elettorali 180 volte più alti delle spese sostenute. La presidenza della Repubblica italiana costa circa quattro volte più della Corona britannica Province che continuano ad aumentare, nonostante da decenni siano considerate inutili. Indennità impazzite al punto che il sindaco di un paese aostano di 91 abitanti può guadagnare quanto il collega di una città di 249 mila. Candidati "trombati" consolati con 5 buste paga. Presidenti di circoscrizione con l'auto blu. Tra i Paesi occidentali, l’Italia è quello col numero più alto dei parlamentari eletti. Lo stipendio dei nostri europarlamentari è il più alto in Europa ed oscilla con tutte le varie indennità, benefit e rimborsi tra i 30-35.000 euro al mese a testa. 8. NON DIRE FALSA TESTIMONIANZA La comunità politica è costituita per essere al servizio della società civile, dalla quale deriva. Coloro che hanno responsabilità politiche non devono dimenticare o sottovalutare la dimensione morale della rappresentanza, che consiste nell’impegno di condividere le sorti del popolo e nel cercare la soluzione dei problemi sociali. L’autorità deve riconoscere, rispettare e promuovere i valori umani e morali essenziali. Essi sono innati, scaturiscono dalla verità stessa dell’essere umano ed esprimono e tutelano la dignità della persona;ì: valori, pertanto, che nessun individuo, nessuna maggioranza e nessuno Stato potranno mai creare, modificare o distruggere. Parliamo delle legge naturale iscritta nel cuore dell’uomo e punto di riferimento normativo di uno Stato giusto. La vera causa dell’enorme divario tra classe politica ed il paese reale: è la menzogna, diventata oramai un modus operandi generalizzato dalla nomenclatura politica. Il popolo è stanco di bugie, di promesse non mantenute e di segreti di stato esibiti per nascondere la verità calpestando ogni elementare principio di giustizia e la dignità di centinaia di vittime innocenti. Eliminare la menzogna sarebbe pura utopia, ma la quantità ed il livello di menzogne che il popolo è costretto a subire non è più tollerabile.
9. NON DESIDERARE LA DONNA D'ALTRI Il volto dell’Europa non è coperto da nessun velo. Il rispetto della libertà e della vita delle persone non ha bisogno di essere celato. La storia delle nostre genti, si è sempre distinta per la tolleranza e per la sua civiltà, fatta di saggezza e praticità. La condizione delle donne dovrebbe continuare ad essere un monito esemplare. Sottoposte a pratiche tribali indegne, emarginate e segregate in alcune parti del mondo, dove gli viene negato ogni diritto e ogni minima libertà in nome di quanto è contenuto in un libro “sacro” o di una sua interpretazione faziosa e fanatica, le donne del moderno occidente per alcuni aspetti non sono poi così più libere rispetto alle altre. Infatti, sono sempre più schiave dell'immagine e dell'apparire secondo i cliché della moda e dello spettacolo, sempre più incoraggiate a mostrarsi quasi nude in televisione, sempre più pezzi di carne in versioni pornografiche nelle edicole o sui canali hot. Sicuramente per le donne occidentali la libertà, quella con la elle maiuscola, quella che contempla e racchiude in sé il concetto di dignità e di rispetto, è un traguardo ben lontano. Il femminismo prima e il libertinismo poi, hanno fatto svilire e degradare l'immagine della donna. Il pendolo oscilla, tutt'ora pazzo, tra un'idea della donna manager, che si fa sterilizzare in nome della carriera, e una versione della donna soprammobile, bella e scema. Tali assurde prospettive non possono essere ancora sopportate dal buon senso e dalla razionalità europea. Le donne Europee sono mogli, madri, figlie, sorelle, e mai schiave. Non è condivisibile che l’Europa debba sopportare silente ad uno snaturamento delle proprie radici ed assistere a comportamenti che sviliscono la propria natura e le sue origini. 10. NON DESIDERARE LA ROBA D'ALTRI Multinazionali spietate impoveriscono, avvelenano e rendono schiave le popolazioni del terzo mondo. Lo spirito egoista del capitalismo, la mano ingorda del liberismo non fanno altro che incrementare la migrazione delle popolazioni sfruttate, in cerca di un nuovo inizio nel prospero occidente. La ricerca spietata del profitto, l'accaparramento famelico delle materie prime è uno dei motivi sottesi alle guerre che insanguinano il nostro pianeta e all'inquinamento che avvelena la terra. Si può passare dal semplice scippo di una borsetta a danno di una signora a vantaggio di un singolo individuo, allo scippo di fonti energetiche utili per l’intero pianeta a vantaggio di una sola potente nazione. Se alcuni potenti uomini rispettassero tale comandamento, forse ci sarebbero meno guerre e più pace nel mondo. |

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