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Il Popolo della Vita- Trifoglio è un movimento politico nato per difendere e promuovere, con la sua azione politica e programmatica, i principi inalienabili del diritto naturale in Italia ed in Europa.


Il Popolo della Vita - Trifoglio intende la politica come servizio alla comunità popolare nazionale ed europea, e ritiene indispensabile, per un rinnovamento morale e politico della nazione, ispirarsi alle linee guida della Dottrina Sociale Cattolica.


Il Popolo della Vita - Trifoglio, reputa essenziali per la sua azione sociale e politica, la salvaguardia e la proposizione dei seguenti punti:


  • VITA – Difesa della vita dal momento del concepimento fino alla morte. Riteniamo, pertanto, gravi illeciti morali e giuridici da contrastare con fermezza l’aborto, l’eutanasia, lo spaccio ed il consumo di ogni tipo di droga, incentivando, allo stesso tempo, con aiuti concreti, una cultura a favore della vita. Rifiuto totale della “cultura” della morte. Una nazione che uccide i propri figli non ha futuro.

  • FAMIGLIA – Tutela della famiglia regolarmente costituita sul matrimonio, prima società naturale. Nessun riconoscimento legislativo-istituzionale alle coppie di fatto, nonché a quelle omosessuali. Regime fiscale basato sul reddito familiare con forti sgravi fiscali per le famiglie monoreddito e per i figli a carico.

  • GIUSTIZIA SOCIALE Con essa si regolano i rapporti sociali, in base al criterio dell’osservanza della legge naturale. Fortemente connessa alla questione sociale, la giustizia sociale, oggi si manifesta in una dimensione mondiale, concernente gli aspetti sociali, politici ed economici e, soprattutto, la dimensione strutturale dei problemi e delle correlative soluzioni. La giustizia non è una semplice convenzione umana, perché quello che è “giusto” non è originariamente determinato dalla legge, ma dall’identità profonda dell’essere umano. Al valore della giustizia si accomuna quello della solidarietà, in quanto via privilegiata della pace. L’impegno deve essere finalizzato ad organizzare e strutturare la società in modo che le persone non abbiano a trovarsi mai nella miseria.

  • LAVORO – CAPITALE – ECONOMIA – Il lavoro è un diritto fondamentale ed è un bene per l’uomo, adatto ad esprimere ed accrescere la dignità umana. Infatti, il lavoro è per l’uomo e non l’uomo per il lavoro e che lo scopo di qualunque lavoro eseguito dall’uomo rimane sempre a beneficio dell’uomo, si da così atto ad un’intrinseca dimensione sociale del lavoro umano. Tra lavoro e capitale ci deve essere complementarità: né il capitale può stare senza il lavoro, né il lavoro senza capitale; anche se il lavoro ha una priorità intrinseca rispetto al capitale. Attualmente, il conflitto presenta aspetti nuovi e, forse, più preoccupanti: i progressi scientifici e tecnologici e la mondializzazione dei mercati espongono i lavoratori al rischio di essere sfruttati dagli ingranaggi dell’economia e della ricerca sfrenata di produttività. Oltre ai gravi fenomeni della disoccupazione, del lavoro nero, del lavoro sottopagato, del lavoro sfruttato, si fanno strada  nuove forme di sfruttamento (molto più sottili) come il super-lavoro, il lavoro carriera che ruba spazio a dimensioni altrettanto umane e necessarie per la persona, l’eccessiva flessibilità del lavoro che rende precaria e talvolta impossibile la vita familiare, influendo sulla stabilità delle relazioni familiari. Pertanto è basilare la difesa della dignità del lavoratore e dei suoi diritti fondamentali. Onde contrastare tale situazione, riteniamo doveroso proporre un’economia sociale  fondata sui principi di solidarietà, sussidiarietà e di cooperazione, nonché sull’azione dei corpi sociali intermedi che abbiano la loro legittima rappresentanza nei luoghi legislativi e decisionali. Pertanto, in una nazione ordinata al bene comune è basilare offrire un adeguato salario sociale a chi vuole impegnarsi in lavori socialmente utili e non di rango elevato. Infine, è altresì essenziale valorizzare ed incentivare la partecipazione dei lavoratori alla proprietà, alla gestione ed agli utili dell’azienda.

  • RINNOVAMENTO MORALE DELLA NAZIONE – La comunità politica deve essere al servizio della società civile, dalla quale deriva. Coloro che hanno responsabilità politiche non devono dimenticare o sottovalutare la dimensione morale della rappresentanza, che consiste nell’impegno di condividere le sorti del popolo e nel cercare la soluzione dei problemi sociali. Quindi non devono ambire al prestigio, all’acquisizione dei vantaggi personali e dei privilegi. Tra le deformazioni del sistema democratico odierno, la corruzione politica è una delle più gravi, perché tradisce al tempo stesso i principi della morale e le norme della giustizia sociale, introducendo una crescente sfiducia nei confronti delle istituzioni pubbliche e della politica da parte dei cittadini. L’eccesso di burocratizzazione, che si verifica quando le attuali istituzioni, diventando complesse nell’organizzazione e pretendendo di gestire ogni spazio disponibile, finiscono per essere divorate dal funzionalismo impersonale, dall’esagerata e costosa burocrazia, dagli ingiusti interessi privati, dal disimpegno facile e generalizzato.

  • REGOLAMENTAZIONE PROGRESSO SCIENTIFICO E TECNOLOGICO – La scienza e la tecnica, definite preziose risorse, sono ordinate all’uomo da cui traggono origine e incremento, e attingono dalla persona e dai suoi valori morali l’indicazione della loro finalità e la consapevolezza dei loro limiti. La tecnica potrebbe costituire, con una retta applicazione, un prezioso strumento utile a risolvere gravi problemi, a cominciare da quello della fame e della malattia. Tutto questo, però, può essere usato sia per il progresso dell’uomo, sia per la sua degradazione. Gli scienziati, dunque, devono utilizzare veramente la loro ricerca e le loro capacità tecniche per il servizio dell’umanità, sapendo subordinarle ai principi e valori morali che rispettano e realizzano nella sua pienezza la dignità dell’uomo, onde evitare aberrazioni e manipolazioni contro natura.

  • FEDERALISMO – Il federalismo deve divenire un importante strumento per agevolare il contatto e le relazioni dei cittadini con le istituzioni locali. Il radicamento nel territorio e la risoluzione autonoma di problematiche di natura particolare, offrono la possibilità di migliorare la qualità della vita in molte regioni del paese. Ciò può avvenire con una devoluzione di alcuni poteri dello Stato da determinarsi in base alle effettive esigenze delle comunità regionali. Inoltre, il federalismo può essere il mezzo per la tutela e la salvaguardia delle tradizioni locali che tanto possono arricchirci.

  • URBANESIMO – Le nostre città, in particolare quelle metropolitane, stanno diventando sempre più invivibili per molteplici problemi scaturiti prevalentemente da un disagio sociale e da una politica urbanistica cosiddetta “palazzinara”.  Esistono, purtroppo quartieri dormitorio (grandi prigioni a cielo aperto) che non fanno altro che abbrutire il già pesante degrado delle periferie. Per di più, i centri storici di queste grandi città sono occupati da uffici pubblici e privati che non fanno altro che concentrare la massa umana in una zona, a discapito della vivibilità dei residenti e degli stessi lavoratori. Infatti, molte giovani famiglie stanno abbandonando le città per trasferirsi nei piccoli centri limitrofi alla metropoli. Pertanto, onde tentare di porre rimedio a questo problema, nato il secolo scorso, occorre riordinare l’intera materia urbanistica ed orientarla esclusivamente alla concreta vivibilità dell’uomo.

    • TUTELA AMBIENTE E DEI BENI CULTURALI – La tutela dell’ambiente e dei beni culturali costituisce una sfida per l’umanità intera: si tratta del dovere, comune e universale, di rispettare un bene collettivo. La responsabilità verso l’ambiente deve trovare una traduzione adeguata a livello giuridico. Inoltre, ogni attività economica che si avvalga delle risorse naturali deve anche preoccuparsi della salvaguardia dell’ambiente e prevederne i costi. L’Europa e l’Italia, non sono solo sede di monumenti e bellezze storiche, ma anche ricche di bellezze naturali diversissime e stupende. Il problema ambientale è, altresì, correlato alle nostre esigenze primarie (mangiare, respirare…), pertanto è indispensabile una nuova politica ambientale che difenda, curi, controlli ed ampli  le zone di verde. Inoltre, occorre incentivare la ricerca riguardante fonti di energia pulite e rinnovabili, nonché gestire correttamente il problema dei rifiuti tossici e radioattivi, ed infine combattere l’abusivismo edilizio. Per quanto concerne la manutenzione dell’inestimabile patrimonio monumentale e storico del nostro paese è indispensabile incentivare il turismo ed attività culturali correlate, onde ottenere le risorse necessarie per la cura e la promozione di esso.

  • COSTRUZIONE EUROPA POLITICA – La centralità della persona umana e la naturale attitudine delle persone e dei popoli a stringere relazioni tra loro sono gli elementi fondamentali per costruire una vera Comunità, la cui organizzazione deve tendere all’effettivo bene comune universale. La convivenza tra le Nazioni è fondata sui medesimi valori che devono orientare quella tra gli esseri umani: la verità, la giustizia, la solidarietà e la libertà. Il diritto si pone come strumento di garanzia dell’ordine internazionale europeo. Il rispetto universale dei principi che ispirano un ordinamento giuridico in armonia con l’ordine naturale è una condizione necessaria per la stabilità di un’Europa politica. Anche se questa Europa nasce su presupposti sbagliati, l’occasione che ci offre ci spinge più verso la sua costruzione che verso l’abbandono. Pertanto, Il Trifoglio auspica la costruzione di un’Europa politica, con chiari confini geografici, come unione di quei popoli liberi che storicamente e culturalmente si riconoscono in quella civiltà che affonda le sue radici nella continuità tra il diritto romano ed il comune sentire cristiano, che non accolga nel suo seno – per meri interessi economici – quei paesi che europei non sono mai stati.
 

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